Presentazione del convegno “Ambiente ed energia. Dalla tradizione alla transizione”

Con il presente fascicolo, la Rivista inaugura la pubblicazione degli Atti del Convegno “Ambiente ed energia. Dalla tradizione alla transizione”, tenutosi a Roma il 22 gennaio 2025 presso l’Università degli Studi eCampus. Questo numero, insieme al successivo, raccoglie una parte dei contributi che hanno animato e arricchito le sessioni di studio e il successivo dibattito.

Questa giornata di studi nasce da una riflessione compiuta insieme al comitato scientifico del convegno con l’obiettivo di concentrarsi su quattro parole chiave: ambiente ed energia da un lato e tradizione e transizione dall’altro. Parole che, apparentemente, sembrerebbero essere in antitesi e contraddizione ma che, invece, oggi devono obbligatoriamente interfacciarsi e dialogare se non altro per rendere la transizione energetica possibile nonché giusta ed equa.

Da un lato quindi abbiamo l’ambiente che è tutto ciò che ci circonda, la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, la salvaguardia del paesaggio, del patrimonio storico e artistico mentre dall’altro abbiamo il settore energetico centrale per lo sviluppo del Paese e per il processo di digitalizzazione ma cui è imputabile circa il 60% delle emissioni di CO2 del pianeta.

Oggi quindi è necessario che questi interessi, apparentemente contrapposti, trovino una sintesi, un compromesso.

Questo è il ruolo del diritto, del diritto dell’energia. Se è vero che è l’economia che stimola e incoraggia le innovazioni giuridiche e del diritto non può negarsi che la centralità che il settore energetico abbia acquisito nell’economia mondiale vada ugualmente riconosciuta all’interno delle branche del diritto. Nella dottrina internazionale già ampiamente si parla dell’autonomia disciplinare del diritto dell’energia che, sulla falsariga del diritto dell’ambiente, si colloca al centro del dibattito giuridico quale diritto sostanziale trasversale in cui convogliano i microcosmi del diritto amministrativo, del diritto civile, tributario, commerciale ecc.

Si potrebbe dibattere a lungo sulle argomentazioni a favore o a sfavore dell’autonomia disciplinare di tale branca ma ciò che è importante capire è che al suo interno che devono decifrarsi e trovare sintesi confliggenti interessi pubblici e privati affinché tale bilanciamento crei un equilibrio e renda possibile e giusta la transizione energetica. Quindi è solo in presenza di un’equa distribuzione dei costi e benefici della transizione che quest’ultima può davvero ritenersi giusta e ragionevole.

E sul punto, quando si parla di transizione energetica o meglio, di giusta transizione energetica occorre pensare ad un nuovo modello giuridico e ad un nuovo paradigma in grado non soltanto modellare le politiche pubbliche e le scelte dei decisori politici bensì di sintetizzare le diverse istanze, appunto tra ambiente ed energia, tra tradizione e transizione.

Questo paradigma, seguendo i dettami del diritto dell’energia, può essere rinvenuto nel principio della giustizia energetica che, così come pensato e formulato dalla dottrina internazionale, può fungere quale metric delle decisioni che vengono e che andranno prese per la transizione energetica.

La giustizia energetica rappresenta, difatti, uno dei principi cardine del diritto dell’energia1, il cui obiettivo è quello di trovare sintesi e compromesso tra tre valori e principi: rischio, reward (inteso come benefici per la comunità) e responsabilità.

Il bilanciamento di questi tre valori (anche le “3R”) e l’accettazione di questo paradigma da parte dei cosiddetti stakeholders della transizione opera quale vero e proprio contratto sociale2, piattaforma per sviluppare un nuovo accordo di sintesi e diversi interessi tra gli stakeholders del settore energetico.

E quindi è solo in virtù della consapevolezza che la transizione energetica sarà possibile solo quando rischi, benefici e responsabilità troveranno giusta sintesi, che tutte le decisioni, chiamiamole energetiche, saranno giuste nonché eque e ragionevoli.

Ed è per questa ragione che il confronto scientifico multidisciplinare che abbiamo voluto, con la presenza di rappresentanti delle varie realtà istituzionali, dall’accademia alla magistratura, dalla politica alla pubblica amministrazione, diventa necessario e indispensabile per capire non solo come questo bilanciamento possa avvenire ma, appunto, per individuare strategie efficaci per conciliare sviluppo economico, tutela ambientale e inclusione sociale a favore e beneficio della società tutta.

In questo scenario globale, il diritto dell’energia si presenta come una disciplina cruciale non soltanto da arricchire attraverso il confronto scientifico e disciplinare, ma anche tramite un approccio che tenga conto delle peculiarità pubblicistiche e comparatistiche di questa materia. Analizzare come differenti ordinamenti giuridici affrontano le questioni legate alla sostenibilità e all’energia può offrire strumenti utili per costruire soluzioni normative innovative e condivise.

Questo convegno, pertanto, si è proposto di essere uno spazio di riflessione e confronto, dove tradizione e innovazione si incontrano per delineare un futuro sostenibile, in cui ambiente ed energia non siano più in opposizione, ma alleati fondamentali per la crescita e il benessere delle società contemporanee.

  1. Vedasi sul punto R.J. Heffron e L.M. Pepe, Energy Law Principles in V.L. Mayor et al. (a cura di), Derecho de la Energia y el Clean Energy Package, Madrid, 2021, 111-122. R.J. Heffron et al., A Treatise for Energy Law, Journal of World Energy Law & Business, 11, 1, 2018, 34-48. R.J. Heffron & D. McCauley, The concept of energy justice across the disciplines, Energy Policy, 105, 2017, 658-667. B. Sovacool et al., Energy decisions reframed as justice and ethical concerns, Nature Energy, 1, 2016. Cfr. ulteriormente B. Sovacool & M.H. Dworkin, Energy justice: Conceptual insights and practical applications, Applied Energy, 142, 2015, 435-444. B. Sovacool & M.H. Dworkin, Global Energy Justice: Problems, Principles, and Practices, Cambridge University Press, Cambridge, 2014. ↩︎
  2. R.J. Heffron e L. de Fontenelle (a cura di), The Power of Energy Justice & the Social Contract, Londra, 2023, 296. ↩︎