Le ragioni della Rivista Diritto, Ambiente ed Energia. La sostenibilità ambientale come valore etico
1. L’avvio del progetto editoriale della Rivista Diritto, Ambiente ed Energia costituisce la concreta maturazione di un percorso di studi e di ricerche sui temi del diritto dell’ambiente e dell’energia iniziati più di 20 anni fa, allorquando, tra i primi nel panorama nazionale, iniziai ad approfondire le questioni legate al diritto e alle politiche ambientali, sensibilizzando il dibattito scientifico e sostenendo la necessità di istituire le prime cattedre universitarie in Diritto dell’ambiente.
Con coraggio e determinazione, unitamente ad altri autorevoli studiosi, lanciammo il progetto della Rivista Diritto e gestione dell’ambiente, curando la formazione post-lauream con l’inizio della Scuola di specializzazione in Diritto e Gestione dell’ambiente e successivamente il primo corso di Dottorato in Diritto e politiche ambientali europee e comparate presso l’allora Seconda Università di Napoli (oggi Università della Campania “Luigi Vanvitelli”). Con grande soddisfazione portammo avanti il progetto di valorizzare i temi ambientali, rivendicandone, da subito, l’autonomia scientifica e l’importanza per gli studi per il diritto costituzionale italiano e comparato. Quella che poteva apparire una eresia, si è rivelata, successivamente, una scelta pionieristica, tanto che il diritto dell’ambiente ha meritatamente conquistato una propria dignità costituzionale, contaminando diverse discipline accademiche e rappresentando, oggi più che mai, ambito di studio e di approfondimento per i diversi settori scientifico-disciplinari.
In questo quadro, lo studio dei temi ambientali (anche emergenti) e delle transizioni (ecologica, energetica, climatica, digitale, ecc.), costituiscono ambiti meritevoli di una particolare attenzione e di un costante processo di osservazione da parte degli studiosi.
L’approfondimento del diritto ambientale e delle politiche energetiche e climatiche devono, pertanto, costituire gli ambiti di maggiore indagine; tuttavia, altri temi sensibili – come i rapporti tra energia ed economia, i processi di decarbonizzazione e di promozione dell’energie pulite, la ricerca e gli studi sul nucleare sostenibile, il ripristino e il rafforzamento della biodiversità, la promozione dell’economia circolare e le politiche della mobilità, la bio-economia e l’agricoltura sostenibile – saranno indagati e studiati con responsabilità e rigore metodologico da un nutrito gruppo di esperti, alla ricerca di quelle che possiamo definire come le “nuove frontiere del diritto dell’ambiente e dell’energia”.
2. La nascita della Rivista realizza un altro importante obiettivo: quello di riconoscere, nel dibattito scientifico, la piena centralità e l’autonomia del diritto dell’energia, strettamente connesso al tema dell’ambiente, dell’economia e della democrazia.
Personalmente ho sempre considerato il “diritto dell’energia” come ambito scientifico distinto dotato di una propria caratterizzazione. Vivo è ancora oggi il ricordo, della prima Table Ronde tenutasi ad Aix en Provence, agli inizi degli anni 2000, sul diritto dell’energia in chiave europea e comparata (un incontro tra studiosi e pionieri del diritto dell’energia), a cui è seguito il primo volume collettaneo, a cura del sottoscritto, sul Diritto comparato dell’energia. Esperienze europee, edito da ESI.
In questo primo studio si affrontavano le dinamiche legislative degli Stati europei rispetto alla produzione, trasporto e distribuzione dell’energia anche al fine di riflettere sulle azioni dell’Unione europea per superare le crisi energetiche, coniugando il diritto all’energia con le esigenze del mercato e della tutela dell’ambiente. Dunque una indagine non solo sui problemi legati al ruolo degli enti locali e delle imprese nella gestione e nel controllo dell’energia ma, in modo particolare, sul rapporto tra energia e pubblica amministrazione nell’esperienza di alcuni Paesi europei.
Al giorno d’oggi, è ancora più chiara la convinzione che lo sfruttamento delle risorse naturali – così come l’utilizzo delle fonti energetiche – produca inevitabilmente un impatto sull’ambiente, influenzando le componenti eco-sistemiche; questa interconnessione impone, dunque, al diritto dell’ambiente di dialogare con il diritto dell’energia, tenere conto delle migliori tecnologie disponibili al fine di perseguire obiettivi di sostenibilità. Una transizione energetica “giusta” nel senso di applicazione del concetto di giustizia agli obiettivi della politica e del diritto dell’energia, oggi pone al centro dell’attenzione la tutela dei diritti umani attraverso tutto il ciclo vitale dell’energia, dell’ambiente e del cambiamento climatico. La promozione dell’efficienza energetica rappresenta un pilastro fondamentale nella nostra lotta per un futuro sostenibile, ed è cruciale investire in tecnologie e pratiche che siano capaci di ridurre il consumo energetico e di accrescere l’efficienza complessiva dei nostri processi industriali e domestici. Ciò significa non solo adottare apparecchiature a basso consumo energetico, ma considerare decisiva anche una profonda sensibilizzazione a proposito delle abitudini di consumo responsabile dell’energia.
Dedicare una Rivista agli studi del diritto dell’energia significa porre al centro del dibattito anche il ruolo strategico e il carattere geopolitico delle fonti di energia. Come si ricorderà, la guerra in Ucraina, ma anche gli altri teatri bellici presenti nelle diverse aree del mondo, ripropongono il tema dell’energia come questione politica di primaria importanza, spostando tuttavia l’asse su altre emergenze, quello del più difficile approvvigionamento e dell’aumento dei prezzi del gas con le conseguenti ricadute sul funzionamento del sistema economico-produttivo e su quello sociale. Dunque, la “sovranità energetica” e i temi dello sfruttamento delle risorse ambientali costituiscono questioni che non possono essere trascurate e che richiedono una particolare specializzazione da parte degli studiosi.
La neonata Rivista, in definitiva, pone al centro della riflessione giuridica un altro aspetto di primaria importanza: l’energia è democrazia. La c.d. relazione “sinallagmatica” tra un dato tipo di fonte di energia e lo sviluppo democratico rappresenta un elemento di grande attualità per gli studi del diritto pubblico generale e del diritto ambientale italiano e comparato. Ecco perché, studiare il diritto dell’energia significa anche approfondire i processi democratici e di partecipazione diretta ai processi decisionali, le scelte politiche e i programmi ambientali adottati dai governi e dalle istituzioni democratiche.
Si pensi, sotto altro profilo, al ruolo dei cittadini nella governance dell’energia e all’obiettivo delle “comunità energetiche” che assicurano la promozione di azioni dirette e partecipative volte a costruire una società dell’energia più democratica, equa e sostenibile.
3. La nuova Rivista consegna ai giovani studiosi i saperi e gli sforzi compiuti in questi anni con l’auspicio che in un futuro si possa continuare a promuovere, nei percorsi scientifici e accademici, la cultura della sostenibilità ambientale come valore costituzionale.
Investire nell’educazione, nella formazione e nella trasmissione dei saperi costituisce, un obiettivo fondamentale per promuovere una cultura della sostenibilità; educare le generazioni future al rispetto e alla protezione del pianeta costituisce, pertanto, un primo passo verso una transizione ecologica e sostenibile.
La sostenibilità deve costituire, pertanto, un nuovo valore etico che contempli il dovere di assicurare una buona qualità della vita, senza negare la tecnologia, e tenendo conto del calcolo del rischio insito in tutte le attività umane. La prospettiva è quella di riconoscersi in un ambientalismo ragionevole e fondato sul metodo scientifico, oltre ogni forma di estremismo, nella consapevolezza che sarà necessario promuovere una sensibilità ecologica più matura, senza tuttavia demonizzare prodotti, strumenti o tecnologie che quotidianamente possano contribuire in modo significativo al miglioramento della qualità della vita.
In questa cornice, nella qualità di Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ambiente, diritto comparato e transizioni dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” esprimo la mia più sincera soddisfazione per l’inizio dei lavori della rivista e sono convinto che il gruppo di studiosi che si cimenteranno nel condividere l’approfondimento e la ricerca dei nuovi paradigmi del diritto dell’energia e dell’ambiente sapranno dare un contributo notevole alla teoria generale e agli studi legislativi.
Ai più giovani studiosi, ai tanti dottorandi e agli studenti che si appassionano ai temi del diritto dell’ambiente e dell’energia consegniamo, dunque, il testimone affinché la sostenibilità possa diventare, come ho più volte sostenuto, “cultura diffusa e stile di vita dei popoli, al pari di altri principi come la democrazia e la libertà”1.
- V. Pepe, Fare ambiente. Teorie e modelli giuridici di sviluppo sostenibile, Franco Angeli, 2008. ↩︎